Chi deve utilizzare il CBD

Sono molti i casi per i quali conviene utilizzare il CBD, dal momento che questo composto di origine vegetale che si trova nella cannabis light come quella venduta da Cannabis Light District può rivelarsi utile contro diversi disturbi e patologie.

Può essere assunto attraverso le infiorescenze di cannabis terapeutica, ma anche mediante la marijuana light, quella che si può vendere liberamente perché presenta valori irrisori della sostanza psicotropa (ma anch’essa benefica sotto molti aspetti) chiamata THC.

In commercio esistono anche l’olio di CBD e i cristalli di CBD: si trovano online e nei canapa shop, e se assunti sotto la lingua consentono di godere di svariati benefit del principio attivo qui preso in esame.

Hanno proprietà benefiche anche i decotti al CBD, che sono ottimi tra le altre cose per dormire, calmarsi, migliorare i sintomi dell’influenza tra cui tosse e raffreddore, alleviare il mal di pancia, digerire meglio. Queste bevande si possono preparare sia sminuzzando per bene la marijuana light e sia adoperando i preparati per tisana con canapa. Siccome il CBD e gli altri cannabinoidi sono liposolubili, nella preparazione dei decotti conviene aggiungere anche un componente grasso, come ad esempio un cucchiaio di latte di mucca o di soia: in questo modo, le bevande risulteranno più efficaci.

Anche i liquidi per sigaretta elettronica contenenti CBD possono rivelarsi utili: se svapati rilassano, aiutano a tenere lo stress sotto controllo, favoriscono un buon sonno e possono essere d’aiuto contro l’insonnia.

Il CBD può essere utilizzato anche a scopo alimentare, nella preparazione di determinate ricette. In questi casi però, gli effetti di tale principio attivo sono più limitati (rispetto ad esempio a quello dei cristalli di CBD o dell’olio di CBD assunti sotto la lingua), e si verificano non immediatamente, ma a partire dalla fase della digestione.

Per esempio, i cristalli di CBD e la marijuana light ben sminuzzata sono buoni ingredienti per la realizzazione di torte e dolci.

Inoltre, anche l’olio di canapa (da non confondere con l’olio di CBD) contiene una certa quantità di cannabidiolo, seppure in misura non elevata, e si può usare per condire piatti di pasta, insalate e altri cibi.

Come agisce il CBD 

Tutti noi siamo dotati di un sistema endocannabinoide. Scoperto soltanto a partire dagli anni novanta e i cui studi sono ancora in corso, ha un ruolo importante per diversi processi dell’organismo, agendo sul cervello, sul sistema nervoso, sul sistema immunitario e su altri organi dalle funzioni importanti.

Il suo scopo è quello di tenere a bada i vari organi e processi su cui può intervenire, e all’occorrenza rilasciare specifici enzimi e composti biologici.

Il CBD, mediante i recettori CB1 e CB2, può aiutare tale sistema a funzionare meglio. Dunque è questo uno dei modi in cui tale principio attivo agisce: non si occupa di curare direttamente disturbi e patologie, ma ha una funzione di regolatore del sistema endocannabinoide.

In pratica, il CBD modula dei meccanismi già esistenti e in atto nel nostro organismo. Si attiva nel momento in cui si verifica uno squilibrio o uno scompenso, ripristinando l’originario equilibrio.

In altre parole, il CBD agisce sulle alterazioni del sistema endocannabinoide causate da disturbi o malattie.

Il principio attivo oggetto di questa trattazione, può inoltre intervenire anche su altri tipi recettori.

Tra questi vi è il 5-HT, il quale si occupa del rilascio di serotonina, una sostanza chimica che fa sentire di buon umore e fa avvertire un maggiore stato di benessere.

Inoltre il cannabidiolo agisce anche sui canali TRP, che si trovano all’interno delle cellule e monitorano vari aspetti, tra cui temperatura e dolore. Quando rilevano delle anomalie, questi canali le segnalano così che l’organismo prenda le dovute misure.

Il CBD stimola pure i recettori del fegato che accelerano il metabolismo, ma a riguardo di ciò non si sa ancora moltissimo, e sono ancora in corso degli studi.

Chi deve utilizzare il CBD: facciamo chiarezza 

Come già affermato nelle righe precedenti, il CBD si rivela utile per numerose tipologie di problemi di salute e malattie. E i suoi effetti risultano essere davvero ammirevoli, ed è per questo che può essere utilizzato anche a scopo terapeutico, anche in sostituzione di alcuni tipi di farmaci.

Ad esempio, è un composto che in alcune ricerche autorevoli si è rivelato benefico contro il cancro. Grazie alle sue caratteristiche di interazione con vari tipi di recettori, è stato dimostrato che se viene assunto in determinati modi può aiutare ad impedire il proliferare delle cellule tumorali e dare una mano a distruggere quelle già presenti.

Chi ha la tosse, il raffreddore e altri sintomi influenzali può trarre molti benefit dal CBD, visto che la sua azione si manifesta anche sulle difese immunitarie. Da questo punto di vista, c’è da dire che una tisana al CBD si rivela davvero molto benefica. In alternativa, il cannabidiolo può però essere preso anche in altri modi.

Molti usano questo composto per combattere l’insonnia, perché ha effetti distensivi sul sistema nervoso. Inoltre, intervenendo sulla fase REM del sonno (quella del sonno profondo) può pure aiutare a dormire meglio.

Anche le persone che soffrono di ansia o di panico possono trarre benefit dal CBD, il quale non ha effetti collaterali (tranne una possibile sonnolenza) e non crea dipendenza, a differenza di alcuni psicofarmaci.

Assumendo CBD con una certa frequenza (in particolare utilizzando l’olio di CBD), è anche possibile contrastare i mal di testa di ogni genere (emicrania, cefalea, ecc.). Per esempio, chi soffre di questo disturbo in modo frequente, può assumere un certo quantitativo giornaliero di cannabidiolo per alleviarlo.

Il CBD inoltre, migliora l’umore. In più, alcuni studi hanno affermato che migliora la memoria. Altri ancora hanno evidenziato che attenua i sintomi della schizofrenia.

Ottimizza anche la digestione, ed attenua il mal di pancia. Dunque anche le persone che tendono ad avere problemi del genere possono trarre giovamento grazie a questo cannabinoide, assumendolo con una certa regolarità.

Il CBD inoltre ha degli effetti antinfiammatori, e può essere d’aiuto anche in caso di artrite reumatoide.

Con le sue proprietà analgesiche può attenuare le sensazioni di dolore, e anche per questo motivo può avere effetti positivi pure per coloro che soffrono di dolore cronico.

Si rivela efficace anche nella prevenzione e nel contrasto del diabete.

Degno di nota è anche il fatto che in alcuni pazienti malati di epilessia il cui uso di farmaci non ha prodotto effetti, il CDB si è invece rivelato molto utile.

In più, il CDB può anche essere assunto in quantità più ridotte rispetto agli altri casi per cui lo si utilizza, al fine di mantenere o ritrovare un buon livello di benessere generale per corpo e mente.