Instagram, l’evoluzione di una piattaforma

Quando la piattaforma di Instagram è nata nell’Ottobre del 2010, nessuno si sarebbe aspettato la sua escalation e che sarebbe stata una delle piattaforme social più utilizzate tanto da far coniare un termine ad hoc “instagrammabile”.

Oggi Instagram è una parte integrante del prodotto Facebook, ma non è sempre stato così.

Vediamo l’escalation di questo social.

Come nasce Instagram

Instagram nasce dall’idea di due ragazzi che in realtà stavano realizzando una check in app e scelsero di focalizzarsi su un’idea molto innovativa per il momento: la parte di condivisione dell’immagini.

Guardandola con occhio moderno, potrebbe sembrare un’idea comune ma nel 2010 erano davvero poche le piattaforme che garantivano una condivisione di qualità delle foto.

In poco tempo, circa un anno, Instagram raggiunge un milione di utenti e aggiunge una funziona tutta nuova: gli hashtag.

L’anno successivo, il 2012, vede Instagram acquistato da Zuckerberg per la cifra di 1 miliardo di dollari.

Da allora sono state numerose le innovazioni anno per anno della piattaforma:

  • Le prime sono state sicuramente le Stories, format preso da Snapchat e implementato sicuramente dalla piattaforma;
  • L’introduzione delle sponsorizzate, ovvero la possibilità di proporre commercialmente post e stories;
  • Il profilo verificato: ovvero i profili che hanno un’autenticità dimostrata, utili per celebrities
  • I reels, ovvero dei video musicali in piena concorrenza con TikTok
  • Gli instagram shop, ovvero la possibilità di vendere prodotti commerciali direttamente dalla piattaforma.

Instagram per le aziende

Instagram è uno strumento perfetto per i brand perché consente loro di raccontare la storia aziendale nella maniera migliore possibile: attraverso immagini e video.

Ma come sempre ci sono dei piccoli trucchi per usarlo al meglio.

È importante inoltre andare a fare una considerazione iniziale importante: ci sono alcuni settori per i quali Instagram è molto forte e altri in cui lo è meno.

Potete approfondire l’argomento anche in questo articolo su come utilizzare la piattaforma per fare branding in settori difficili.

Al primo posto, bisogna definire come sempre gli obiettivi aziendali: potrebbero essere brand awareness, traffico al sito, conversione etc.

Una volta definiti gli obbiettivi, bisogna trovare dei pillars contenutistici, ovvero gli argomenti di cui si andrà a parlare in tutti i post.

Bisogna considerare poi la frequenza di pubblicazione dei post. Non c’è una regola standard, ogni attività deve fare il proprio bilancio e scegliere quanto e ogni quanto pubblicare. Tuttavia, vale una regola fondamentale in questo ambito: i contenuti devono essere di valore, non bisogna mai postare solo per fare quantità.

Bisogna poi scegliere uno stile contenutistico a livello grafico e di tone of voice. Molti brand scelgono ad esempio di giocare sempre con gli stessi colori, altri con cornici, altri creano trittici o scacchiere molto interessanti a livello visual per catturare l’utente.

Una volta fatte queste scelte bisogna solo cominciare.

Come funziona l’algoritmo

In molti si chiedono come funzioni l’algoritmo di Instagram, ma non c’è purtroppo una risposta unica.

Indubbiamente un segreto dell’algoritmo possiamo dirvelo: premia i content e i creativi che sono in grado di far restare per più tempo possibile il pubblico sulla piattaforma.

Dunque, l’appello ai social media manager e a tutti coloro che lavorano su Instagram è quello di abbinare un contenuto di valore ad una creatività unica, così da rimanere nel cuore dell’utente che scrolla e farlo restare il più possibile sulla piattaforma.

Chiaramente l’intento è quello di fare in modo che l’utente veda più advertising possibile.

L’algoritmo invece penalizza tutti quei contenuti che fanno scappare gli utenti: ogni volta che un utente skippa una storia, cancella un commento oppure toglie il follow o segnala un’inserzione va ad aggiungere una sorta di nota negativa alla pagina.

Abbiamo fatto dunque una piccola panoramica sulla storia, l’evoluzione e l’algoritmo della piattaforma e abbiamo compreso quanto sia fondamentale questo strumento per i brand e come debba essere integrato in una strategia di marketing.