Assistenza legale giudiziale o stragiudiziale, facciamo chiarezza

Il nostro ordinamento giuridico come sappiamo è strutturato in tre gradi di giudizio, ma ha la tendenza a considerare le situazioni di conflitto tra le parti come eventi patologici da risolvere esclusivamente per via tecnica da parte di soggetti professionali che esercitano in una struttura anch’essa fortemente formalizzata, quella del processo-giudizio. Essendo ritenuto patologico e non strutturale e fisiologico, il conflitto viene risolto affidando a un giudice la decisione sulla controversia, esperendo la canonica via giudiziale per la quale è necessaria una preparata, competente e purtroppo onerosa assistenza legale di tipo giudiziale.
Oltre agli elevati costi del processo, come ben sappiamo il rischio è che le controversie si protraggano per tempi lunghissimi a causa del sovraccarico del nostro sistema giudiziario.

Esiste una strada alternativa a tutto ciò? In determinati casi previsti dalla legge sì, ed è rappresentata dalla procedura stragiudiziale, un ottimo metodo per la risoluzione delle controversie e noto anche con l’acronimo inglese di ADR (Alternate Dispute Resolution).

Nei successivi paragrafi cercheremo di fare chiarezza sul tema evidenziando anche gli iter e i vantaggi.
Le informazioni raccolte ed elaborate ci sono state fornite dall’Avvocato Giorgio Vaiana, che nel suo studio ha dedicato una particolare attenzione a questi strumenti di tutela alternativi e che offre i suoi servizi di consulenza legale a Napoli anche al fine di raggiungere una più rapida risoluzione delle controversie.

Cos’è la procedura stragiudiziale?

Ricorrere ad una procedura legale stragiudiziale vuol dire approcciarsi alla giustizia in maniera più serena e con strumenti più moderni e pratici che aggirano le difficoltà di accesso alle aule dei tribunali.
Essa consiste in una attività che non necessita dell’intervento di un giudice, ma che naturalmente deve essere esercitata nei limiti e nei termini delle norme di legge. Tale fattore è assicurato dalla partecipazione degli avvocati che aiutano a concludere tra le parti il cosiddetto accordo stragiudiziale, il quale viene comunque raggiunto anche con l’ausilio di esperti e periti tecnici, avvalendosi quando necessario di perizie di terzi neutrali ed imparziali per il pieno rispetto dei reciproci diritti delle parti.

Quando si può ricorrere alla procedura stragiudiziale?

Ci sono alcuni casi ben precisi e dettati dalla legge nei quali è possibile ricorrere ad una procedura stragiudiziale. Tra queste possiamo elencare le richieste di risarcimento danni, le conciliazioni con compagnie telefoniche o assicurative o quelle con la Pubblica Amministrazione.
Ci sono però due casi specifici che meritano un approfondimento più dettagliato, che riguardano il recupero crediti e l’assistenza per vittime di malasanità.

Recupero crediti con procedura stragiudiziale

Prima di esperire la canonica via giudiziale per il recupero di un credito, considerate tutte le lungaggini che essa comporta e le spese da mettere in preventivo, è possibile addivenire ad un accordo per via stragiudiziale. Inizialmente può addirittura essere risolutivo un semplice sollecito effettuato telefonicamente avvalendosi di una società di recupero crediti; successivamente si può passare ad una fase di trattativa tra i soggetti, che vengono affiancati dai legali di riferimento.

Procedura stragiudiziale per Responsabilità Medica

Per la definizione stragiudiziale delle controversie in tema di Responsabilità Medica nei casi in cui sia stato commesso un errore medico il nostro ordinamento giuridico dispone che prima di procedere con la fase giudiziale sia obbligatorio esperire un tentativo di mediazione in via preliminare, al fine di raggiungere una risoluzione stragiudiziale.
Solo se tale compromesso non viene raggiunto si potrà procedere in sede civile e eventualmente anche penale, con tutti gli svantaggi dell’allungamento delle procedure.

Altri casi di mediazione obbligatoria

Esistono infine altri casi e materie per i quali la mediazione viene ritenuta obbligatoria in via preliminare, come quelle relative a condominio, diritti reali, successione ereditaria, e molte altre ancora: questa attività, comunque sia essa denominata, viene svolta da un terzo imparziale ed è finalizzata ad assistere i soggetti nella ricerca di un bonario accordo amichevole per risolvere la controversia senza passare per la trafila giudiziaria vera e propria, ed include la formulazione di una proposta per la risoluzione.

I vantaggi della procedura stragiudiziale

Desideriamo sottolineare un’ultima volta quanto e perché possa essere vantaggioso per entrambe le parti coinvolte in un contenzioso o in un conflitto tentare la strada della procedura stragiudiziale: detto già dei tempi abbreviati e dei costi ridotti che ciò comporta, ce ne sono diversi altri che variano a seconda del tipo di soggetto coinvolto.
Ci sono anche dei motivi di ordine pratico e congiunturale, perché con tali procedure l’accesso alla giustizia è consentito a tutti senza dover attendere la moltiplicazione delle controversie sottoposte agli organi giurisdizionali; inoltre, le soluzioni alternative sono uno strumento al servizio della pace sociale, ed in molte occasioni sono le parti stesse a riavvicinarsi scegliendo la risoluzione per entrambe più conveniente.

Ciò aumenta la probabilità per le parti stesse, una volta che sia stata risolta la lite, di mantenere le loro relazioni, che siano esse di natura commerciale o altro. Basti pensare che anche le Camere di Commercio e Unioncamere promuovono tale tipo di risoluzione con un loro apposito servizio di mediazione.
Questa cultura di costruttiva trasformazione delle controversie basata sul rispetto delle persone offre anche una più conciliante immagine di sé, e tra l’altro oltre a salvaguardare la propria immagine e la brand reputation nel caso siano coinvolte aziende, si evita persino l’interruzione di determinate attività che risulterebbero compromesse dalla pendenza di un procedimento giudiziario in corso.