Mastopessi e protesi mammarie

Mastopessi e protesi: il lifting e l’aumento del seno

In chirurgia plastica è definita “mastopessi” ma è più generalmente nota come lifting del seno, ossia l’intervento estetico che consente di dare un nuovo tono e una nuova bellezza ad un décolleté che l’ha ormai persa. La procedura infatti è indicata soprattutto per rimediare ad una perdita di tonicità e compattezza del seno a seguito di una gravidanza, dell’allattamento, di una perdita di peso importante o anche per un naturale processo di invecchiamento dei tessuti. L’obiettivo primario della mastopessi è pertanto sollevare e riposizionare il seno ma, laddove serva, anche dargli una maggiore pienezza. Come? Utilizzando le già note protesi mammarie solitamente in uso per le operazioni di mastoplastica additiva.

Le protesi se e quando servono 

A volte non è sufficiente sollevare un seno cadente. Per ottenere un risultato ottimale, la mastopessi necessita infatti, in alcuni casi, di un dispositivo medico ampiamente noto: si tratta delle protesi in silicone. La perdita di tono di un décolleté è infatti in molti casi anche il prodotto di uno svuotamento del seno per una riduzione del tessuto adiposo e ghiandolare.

Pertanto è in questi casi che le protesi sono indispensabili. È però fondamentale che la misura dell’impianto mammario non sia di una eccessiva grandezza per evitare una tensione eccessiva delle suture e rischi di successive ptosi mammarie. Anche per questo motivo, la scelta delle eventuali protesi è eseguita dal chirurgo tenendo conto della struttura e condizione del seno di partenza, dello stato della cute e dei suoi tessuti in generale.

Il lifting del seno in sala operatoria

La mastopessi è eseguita in anestesia locale con sedazione o anche generale e ha una durata di circa 2 ore. Per riposizionare il seno o sollevarlo, il chirurgo può optare tra varie tecniche. In particolare, nei casi di ptosi lieve, si ricorre alla procedura con incisione lungo il bordo dell’areola. In questo modo è possibile risollevare il seno e migliorarne la forma con quella che si definisce tecnica round block.

Una seconda tipologia di procedura è quella che prevede una incisione verticale. Si ricorre a questa tecnica in presenza di ptosi moderate. Più precisamente l’intervento calcola una cicatriziale, generalmente poco evidente, intorno al capezzolo e dal capezzolo, in verticale, fino al solco sottomammario. A seconda della quantità di tessuto ghiandolare e adiposo della paziente è possibile o meno inserire una protesi.

La terza e ultima tecnica è quella definita a “T rovesciata” o ad “ancora”. Si tratta di una procedura più complessa e di fatto indicata in presenza di una grave forma di ptosi del seno talvolta associata ad un suo svuotamento. La procedura prevede in questi casi, una incisione eseguita intorno al complesso areola capezzolo, una seconda incisione verticale che dal capezzolo giunge fino al solco sottomammario ed una più lunga in orizzontale che si estende al di sotto di quest’ultimo. In casi complessi, l’operazione di mastopessi può anche richiede lo spostamento del complesso areola capezzolo asportandolo in toto per poi riposizionarlo nella sua sede naturale.

Ed ecco il risultato dopo la mastopessi

Una lunga operazione, un post operatorio altrettanto importante ma il risultato è naturale e vale! Un primo cambiamento del seno a seguito di un intervento di mastopessi sarà evidente una volta rimosse definitivamente le medicazioni.

Il décolleté apparirà nettamente più sodo e risollevato anche se le suture potrebbero risultare più evidenti nei primi tempi. Queste ultime tenderanno poi sbiadirsi col passare dei mesi. Inizialmente il seno potrebbe risultare ancora gonfio e quindi sarà opportuno attendere qualche settimana per poter valutarne l’effettiva e definitiva grandezza e tonicità.

Un occhio alle cicatrici

Una preoccupazione comune a molte donne prima della mastopessi è che vi siano cicatrici visibili dopo l’operazione. A riguardo è importante ricordare che, per quanto non esista un intervento di lifting del seno senza cicatrici, oggi grazie ai progressi nel campo della chirurgia plastica, è possibile ridurre notevolmente l’evidenza degli esiti cicatriziali sul tessuto mammario.

Inoltre qualora le cicatrici risultassero visibili compromettendo l’esteticità del nuovo seno, è sempre possibile sottoporsi a specifici trattamenti di medicina estetica per ottenere un miglioramento del loro aspetto, riducendone la visibilità.

A queste procedure ambulatoriali si aggiungono i trattamenti di micro-chirurgia, utili nei casi di cattiva cicatrizzazione e perciò evidenti segni di sutura. Va sottolineato che la risposta cicatriziale è tuttavia una caratteristica soggettiva del paziente.