La prevenzione ginecologica è uno degli aspetti di maggior importanza della salute femminile. I loro numeri, infatti, sono importanti; per rendersene conto basta citare il tumore alla cervice uterina, che riguarda il 6,9% delle diagnosi di neoplasia in Italia ogni anno. Ecco perché è importante sia trovare un centro di riferimento valido – per gli esami ginecologici di routine Roma un nome di spicco è CIMED, di cui parleremo meglio dopo – sia documentarsi sulle peculiarità delle varie procedure.

Esami ginecologici di routine: perché servono davvero?

Gli esami ginecologici di routine servono in quanto fanno parte della catena della prevenzione – costituiscono più precisamente la prima fase – che, insieme con la diagnosi precoce, ha dimostrato, in ambito ginecologico e non solo, di essere un’alleata preziosa della vita e della sua qualità nei frangenti in cui i pazienti sopravvivono negli anni.

Con quale frequenza per fasce di età?

La prevenzione ginecologica va approcciata con metodo: il corpo della donna nel corso degli anni cambia, motivo per cui è bene sapere che, a seconda dell’età, sono necessari determinati esami ed è importante rispettarne la frequenza di esecuzione.

Tutto comincia già in adolescenza e in età giovane. Ecco tutte le indicazioni in merito:

  • Fascia di età tra i 12 e i 24-25 anni: in questo periodo esistono diverse scadenze da considerare. Per le giovanissime, è opportuna l’esecuzione di una visita ginecologica possibilmente entro sei mesi dal primo rapporto sessuale. In caso di dolore ai rapporti o di flusso mestruale abbondante e doloroso, è raccomandata l’ecografia pelvica. A 25 anni – o a due dal primo rapporto sessuale – è il momento di fare il primo pap test, da ripetere a cadenza triennale fino ai 30.
  • 25-45 anni: dai 30 in poi, è raccomandata l’esecuzione del pap test ogni tre anni e, di lustro in lustro, quella dell’HPV dna test. A cadenza annuale, invece, va effettuata la visita ginecologica completa di ecografia transvaginale.
  • Dai 45 ai 55 anni: in questa fascia di età, alla donna è raccomandata l’esecuzione di una visita ginecologica con ecografia a cadenza annuale. Essenziale, inoltre, è continuare con il pap test ogni tre anni. L’HPV test, invece, va eseguito ogni cinque anni.
  • Dai 55 in su: le indicazioni prevedono ancora una volta l’appuntamento dal ginecologo ogni anno per visita ed ecografia e il pap test ogni tre fino ai 69 anni. Il limite anagrafico in questione vale pure per l’HPV test, con il quale l’appuntamento è a cadenza quinquennale.

A seconda del quadro clinico e dei risultati degli esami, dal controllo di routine si può passare ad accertamenti ulteriori per approfondire la situazione.

Esami ginecologici di routine: quali comprende il check-up

Eseguire un vero e proprio check-up ginecologico è la scelta migliore per avere subito un quadro chiaro, con tutti i vantaggi del caso per la serenità.

In grandi città come Roma, la scelta di centri è ampia, per questo è bene dedicare il giusto tempo alla selezione dei professionisti a cui affidarsi.

Nella capitale, si è distinto nel corso degli anni il nome di CIMED, realtà che si trova poco lontano dalla meravigliosa Galleria Borghese.

I punti forti della sua proposta? Equipe che si occupa in maniera completa della salute della donna, staff composto da professionisti con all’attivo importanti pubblicazioni e collaborazioni accademiche, nonché garanzia di massimi livelli di empatia.

Check-up ginecologico: Pap test, HPV test, ecografia pelvica

Il check-up ginecologico è composto dai seguenti esami:

  • Pap test: esame che si esegue inserendo uno speculum nel collo dell’utero e prelevando, tramite una spatola specifica, delle cellule del tessuto della cervice, ha lo scopo di individuare lesioni a livello del collo dell’utero.
  • HPV test: si esegue esattamente come il pap test, ma con lo scopo di individuare, tramite esami di laboratorio, il dna del papillomavirus.
  • Ecografia transvaginale: tramite l’inserimento di un ecografo in vagina, si ha la possibilità, attraverso gli ultrasuoni, di visionare l’apparato riproduttivo, dalle ovaie, all’utero, fino alle tube di Falloppio.

Visita ginecologica: cosa succede e quanto dura?

Con una durata che, compresa l’anamnesi, è di circa 45-60 minuti, la visita ginecologica prevede l’osservazione del collo dell’utero previo inserimento dello speculum e l’esplorazione digitale e, se ritenuto opportuno dallo specialista, l’esecuzione dell’ecografia transvaginale, avente il fine di appurare la presenza di condizioni come i polipi, le cisti ovariche o i fibromi uterini.

Quando il ginecologo controlla il seno?

Il ginecologo può controllare il seno nel corso della prima visita, con il fine di avviare la giovanissima alle pratiche di autopalpazione, ma anche quando la paziente è stata sottoposta a terapie farmacologiche a base ormonale.

Visita senologica: esame clinico del seno ed ecografia mammaria

In ottica di prevenzione completa, nel corso della giornata di check-up – in CIMED il coordinamento tra specialisti è costante – è possibile sottoporsi anche a una visita senologica.

Quest’ultima, la cui urgenza è impellente in caso di noduli o di cambiamenti a carico della retrazione cutanea del seno, prevede un esame clinico del seno con palpazione e un’ecografia mammaria, procedura priva di invasività e non dolorosa che permette di accertare la presenza di formazioni potenzialmente neoplastiche.

 

 

 

 

 

 

Di Marzia Schiraci

Amo leggere e scrivere di tutto, dalla politica alla fantascienza. Non vedo l'ora di sentire i tuoi pensieri!