Impiegata verifica documenti digitali e fascicoli cartacei davanti a un computer in ufficio acquisti

Al 30 settembre 2024, gli acquisti delle amministrazioni sugli strumenti di e-procurement MEF-Consip valevano 20 miliardi di euro, secondo il comunicato Consip. Negli acquisti in rete della PA, però, il peso della singola pratica non si misura soltanto dall’importo dell’ordine: bisogna sommare il lavoro effettivo dedicato a documenti e controlli, poi tenere separati i giorni persi tra integrazioni, passaggi interni e aggiornamenti.

Una durata media nazionale non è ricavabile dalle fonti disponibili e sarebbe poco utile per gestire un caso concreto. Il metodo più attendibile consiste nel ricostruire la pratica a ritroso, partendo dall’ordine concluso e arrivando fino all’abilitazione dell’operatore economico.

Quanto pesano davvero gli acquisti in rete PA

Il costo amministrativo invisibile ha due componenti diverse. La prima è il tempo attivo: minuti impiegati per cercare un documento, verificarlo, firmarlo, caricarlo, protocollarlo o correggerlo. Questo tempo assorbe direttamente ore di personale.

La seconda componente è il tempo di calendario: i giorni durante i quali la pratica resta ferma in attesa di un’approvazione, di un’integrazione, di un documento aggiornato o di un passaggio tra uffici. L’attesa non equivale automaticamente a lavoro svolto, ma può rinviare l’ordine e obbligare le persone a riprendere più volte lo stesso fascicolo.

Confondere le due misure porta a conclusioni sbagliate. Una pratica può richiedere poco lavoro materiale ma restare aperta a lungo. Un’altra può chiudersi rapidamente pur assorbendo molte ore concentrate tra ufficio acquisti, amministrazione e referente tecnico.

Per ottenere un dato utilizzabile bisogna quindi registrare:

  • chi ha svolto ogni attività;
  • quando l’attività è iniziata e terminata;
  • quanti minuti sono stati lavorati davvero;
  • quando la pratica è passata in attesa;
  • chi o che cosa doveva sbloccarla;
  • quale documento ha causato una riapertura.

Il costo in euro può essere calcolato solo dopo, moltiplicando le ore attive per il costo orario interno pertinente. I giorni di attesa vanno esposti a parte, senza trasformarli arbitrariamente in ore-uomo.

Dall’ordine completato al fascicolo documentale

L’analisi al contrario comincia dall’ordine già concluso. La prima domanda è semplice: il fascicolo permette di capire, senza ricostruzioni a memoria, che cosa è stato acquistato, attraverso quale percorso e con quali verifiche?

Qui entra in gioco la gestione documentale. Il relativo manuale Consip tratta l’organizzazione dei documenti come una funzione strutturata, non come un deposito indistinto di file. Per l’audit della pratica servono almeno le tracce delle versioni utilizzate, delle firme, dei caricamenti, delle verifiche e della protocollazione applicabile al flusso interno.

Un file presente nella cartella, da solo, dice poco. Occorre capire se è quello effettivamente usato, se era valido nel momento rilevante e se una versione successiva ha sostituito la precedente. Il problema è simile a quello che si incontra quando una definizione commerciale non identifica con precisione ciò che si sta acquistando: l’etichetta del documento non sostituisce il controllo del contenuto.

La ricostruzione di una pratica campione

Si consideri un ordine di fornitura già completato. L’audit parte dalla conferma finale e procede verso i documenti che l’hanno resa possibile. Per ogni elemento si cerca la versione approvata, quindi si controllano eventuali bozze, sostituzioni e richieste di correzione.

Se emerge che un allegato è stato caricato nuovamente, la verifica non si ferma al secondo caricamento. Bisogna risalire alla causa: file incompleto, firma mancante, informazione incoerente, documento scaduto oppure richiesta interna formulata dopo il primo invio. Sono eventi diversi e richiedono correzioni organizzative diverse.

La sequenza minima da ricostruire comprende:

  • chiusura o conferma dell’ordine;
  • verifica dei documenti associati;
  • firme e caricamenti effettuati;
  • protocollazione o archiviazione nel sistema documentale adottato;
  • eventuali integrazioni e relative motivazioni;
  • controlli svolti prima dell’ordine;
  • stato dell’abilitazione al momento dell’avvio.

Il punto non è accumulare copie. È mantenere una catena documentale leggibile, nella quale ogni riapertura abbia una causa e un responsabile operativo identificabili.

MePA, accesso e controlli prima dell’acquisto

Il MePA è il mercato elettronico nazionale gestito da Consip per gli acquisti sotto soglia comunitaria di beni, servizi e lavori. Questa definizione chiarisce il perimetro dello strumento, ma non stabilisce da sola quale percorso debba essere seguito in ogni caso concreto.

La pagina “Obbligo Facoltà” del portale Acquisti in Rete serve proprio a inquadrare quando l’uso degli strumenti è richiesto o consentito. La verifica va fatta prima di impostare la pratica, perché scegliere il percorso e correggerlo in seguito può produrre nuovi passaggi documentali.

Per chi cerca informazioni sugli acquisti in rete MePA, la distinzione utile è questa:

  • registrazione e accesso riguardano la possibilità di entrare nell’ambiente digitale con le credenziali e i ruoli previsti;
  • abilitazione riguarda l’ammissione dell’operatore o del soggetto all’utilizzo previsto dalle Regole del Sistema;
  • gestione della pratica comprende invece attività, verifiche e documenti legati allo specifico acquisto.

Trattare tutto come un unico accesso alla piattaforma nasconde il carico amministrativo. Le Regole del Sistema disciplinano formalmente l’utilizzo sia da parte delle stazioni appaltanti, cioè le amministrazioni che acquistano, sia da parte degli operatori economici, cioè i fornitori. L’abilitazione è quindi una fase autonoma, con controlli e documenti propri.

Anche i servizi di assistenza agli utenti vanno collocati correttamente nel registro. Il tempo usato per descrivere il problema, raccogliere schermate o verificare la risposta è lavoro attivo; il periodo trascorso aspettando un riscontro è tempo di calendario. Tenerli separati permette di capire se il rallentamento nasce dalla pratica, dall’organizzazione interna oppure da un problema di utilizzo della piattaforma.

Dai requisiti del fornitore fino all’abilitazione

Proseguendo a ritroso si arriva ai controlli iniziali sull’operatore economico. È il punto in cui una pratica apparentemente pronta può fermarsi perché un’informazione non coincide, un documento deve essere aggiornato o una richiesta di integrazione riapre il lavoro.

Le Regole del Sistema sono il riferimento da consultare per individuare condizioni, responsabilità e modalità applicabili. Non conviene sostituirle con una lista generica di documenti: i requisiti vanno verificati rispetto allo strumento e alla situazione dell’operatore, senza presumere che una pratica precedente sia ancora utilizzabile senza controlli.

Per l’ufficio acquisti e per il fornitore, la checklist operativa dovrebbe almeno distinguere:

  • dati inseriti direttamente nel sistema;
  • documenti predisposti e relativa versione;
  • firme necessarie e soggetto incaricato;
  • verifiche effettuate prima del caricamento;
  • data interna prevista per il prossimo controllo documentale;
  • integrazioni richieste e motivo della richiesta;
  • esito dell’abilitazione e attività rimaste aperte.

Un operatore già registrato può comunque avere lavoro amministrativo da svolgere. Accesso, abilitazione e aggiornamento dei documenti non sono sinonimi. Per questo il registro deve partire prima dell’ordine e non essere compilato soltanto quando compare un problema.

La tabella per misurare minuti operativi e giorni di attesa

La tabella seguente non propone una durata standard. È un modello da compilare durante una singola pratica, usando i tempi effettivamente rilevati. Nella colonna dei tempi vanno indicati separatamente i minuti lavorati e i giorni trascorsi in attesa.

Attività Responsabile Tempi da registrare Possibile causa di riapertura
Verifica dell’ordine concluso Ufficio acquisti Minuti attivi / giorni di attesa Dato incoerente o allegato non definitivo
Controllo del fascicolo documentale Amministrazione o gestione documentale Minuti attivi / giorni di attesa Versione errata, firma o classificazione da correggere
Caricamento e firma dei documenti Soggetto incaricato Minuti attivi / giorni di attesa File incompleto o necessità di nuova sottoscrizione
Controlli iniziali sull’operatore Stazione appaltante Minuti attivi / giorni di attesa Informazioni da verificare o integrare
Aggiornamento dei documenti del fornitore Operatore economico Minuti attivi / giorni di attesa Documento non aggiornato o contenuto incoerente
Registrazione, accesso e abilitazione Utente e soggetto competente Minuti attivi / giorni di attesa Ruolo, dato o requisito da riesaminare
Richiesta di assistenza Utente della piattaforma Minuti attivi / giorni di attesa Problema non risolto o informazioni insufficienti

Il registro va aggiornato mentre il lavoro avviene. Compilarlo alla fine rende difficile distinguere il tempo speso dalla semplice permanenza della pratica in coda. Dopo alcune pratiche omogenee, l’organizzazione può confrontare le proprie ricorrenze senza attribuire al sistema una media generale che le fonti non forniscono.

Le domande più comuni

Quanto tempo serve per abilitarsi agli acquisti in rete della PA?

Non esiste, nelle fonti considerate, una durata media nazionale da applicare a ogni operatore. Il tempo dipende dal lavoro necessario per predisporre e verificare i dati, oltre alle eventuali attese e richieste di integrazione. Conviene registrare minuti attivi e giorni di calendario separatamente, così da ottenere una misura riferita alla propria pratica.

Come si calcola il costo amministrativo di una pratica?

Si sommano i minuti effettivamente lavorati da ciascun ruolo e si trasformano in ore, applicando poi il relativo costo orario interno. I giorni di attesa vanno riportati in una voce separata. Possono avere conseguenze operative, ma non devono essere conteggiati automaticamente come se il personale avesse lavorato per tutto quel periodo.

Il MePA deve essere usato per ogni acquisto pubblico?

La risposta non può essere data in modo assoluto partendo soltanto dal tipo di piattaforma. Il MePA riguarda acquisti sotto soglia comunitaria di beni, servizi e lavori, mentre l’inquadramento del singolo caso richiede la verifica delle regole applicabili e delle indicazioni contenute nella sezione “Obbligo Facoltà” del portale.

Un fornitore può gestire internamente registrazione e abilitazione?

Può organizzare internamente la raccolta dei dati, la preparazione dei documenti, le firme e i controlli preliminari, assegnando responsabilità precise. Resta necessario seguire le Regole del Sistema e verificare che chi opera disponga del ruolo corretto. L’assistenza può risolvere dubbi tecnici, ma non sostituisce il controllo amministrativo dell’operatore.

Quali documenti devono essere controllati prima di iniziare?

La lista concreta va ricavata dalle Regole applicabili allo strumento e alla posizione dell’operatore. Sul piano organizzativo bisogna controllare almeno versione, validità, coerenza dei dati, firma richiesta e soggetto responsabile del caricamento. È utile fissare anche una scadenza interna di riesame, per evitare che l’aggiornamento emerga soltanto durante l’acquisto.

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Di Marzia Schiraci

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