lunedì, 20 maggio 2013 lunedì, 20 maggio 2013

Il gioco del potere

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Manuela Gretkowska




Una scrittrice famosa, alla guida di un partito che sta mobilitando le donne di tutta la Polonia, dalle imprenditrici alle pie ascoltatrici di Radio Maria, dalle docenti universitarie alle contadine che vivono nei borghi più sperduti della nazione. Se sia andasse oggi al voto, la rivoluzione rosa polacca metterebbe in crisi l'attuale leadership politica. "Da noi la condizione femminile è regredita all'Ottocento. Ora vogliamo lottare in Parlamento" ha detto la fondatrice di Partia Kobiet, il Partito delle Donne, che è nata nel 1964 a Lodz, si è laureata in Filosofia a Cracovia e ha studiato Antropologia medievale a Parigi, ma viene sbrigativamente liquidata dai suoi detrattori di destra come "marxista" e da quelli di sinistra come "cattolica di cemento". In realtà Manuela, che è una scrittrice famosa in Polonia, è considerata trasgressiva perchè i suoi libri affrontano argomenti tabù come la complicata sessualità femminile. Dopo aver affermato che era necessario "fondare una nuova Solidarnosc per battere la dittatura monozigote dei gemelli Kaczynsky" (ndr: Jaroslaw premier, Lech presidente) la Gretkowska ha visto salire vertiginosamente le sue quotazioni e da allora centinaia di sezioni del Partito delle Donne sono state inaugurate in tutta la Polonia. L'autrice di best seller sostiene di non aspirare al potere e definisce la sua formazione un gruppo di pressione e che, entrate in Parlamento, le sue rappresentanti si alleeranno solo con chi sarà disposto ad appoggiare le proposte per migliorale la condizione femminile. 




Fonte: www.rainews24.rai.it






Nata nel 1964 a Lodz, laureata in Filosofia a Cracovia e specializzata in Antropologia medievale a Parigi è oggi autrice di best-seller erotici (la protagonista di uno dei suoi libri aveva due clitoridi, in un altro mangiava col cucchiaino il cervello dell’amato…) e il 1° febbraio 2007 ha fondato il "Partito delle donne" 







Il manifesto sembra creato al solo scopo di stimolare il polacco testosterone ma il messaggio della stravagante componente politica tutta al femminile (il cui sito risulta esteticamente rudimentale ma quasi interamente commentabile) capitanata dalla Gretkowska è denso di significato. Proviamo a capirlo dalle parole della bionda leader che definisce il proprio partito “una nuova Solidarnosc per battere la dittatura monozigote”.


“Siamo la prima repubblica monozigote al mondo. Viviamo in uno stato di belligeranza permanente. I gemelli Kaczynski vedono nemici dappertutto e partono in guerra. Non riescono ad agire in modo normale. Non abbiamo bisogno di guerre ideologiche ma di normalità. E in questa normalità le donne polacche, discriminate dalla nascita fino alla pensione, devono riacquistare la loro dignità e lottare per i loro diritti in Parlamento“


Una Solidarnosc particolare quindi:


“Non la Solidarnosc politico-sindacale di Lech Walesa, ma una solidarietà esistenziale, più profonda, attraverso cui le donne vedranno finalmente riconosciuto un ruolo di partner e si lasceranno alle spalle un modello patriarcale primitivo”.


Non una rivolta:


“Non siamo schiave, abbiamo semplicemente deciso di passare dalle dimostrazioni fuori del Parlamento all’attività dentro il Parlamento, dove cercheremo di risolvere i nostri problemi”.


Più che di partito politico Manuela Gretkowska preferisce parlare di partito d’interesse o gruppo di pressione e, se eletta, non preclude nuove alleanze con nessuno:


“Siamo al centro, pronte a schierarci, a seconda delle circostanze, con chi appoggerà le nostre proposte“.


I “punti programmatici” del Partito delle donne si basano sul Manifesto "Polska jest obietta" (La Polonia è donna) che promuove principalmente:


- La lotta alla disparità fra uomini e donne in materia di pensioni

- La battaglia contro le discriminazioni sul mercato del lavoro

- La lotta agli aborti clandestini 

- Il reinserimento professionale dopo la maternità

- La richiesta di un ampio spettro di garanzie in campo sanitario quali esami e controlli gratuiti negli ospedali inclusi mammografia e pap-test.


Tutte richieste legittime in seno a una moderna democrazia europea che però, in una Polonia dove “la condizione femminile è regredita all’Ottocento” (per usare le parole della Gretkowska), sembra abbiano bisogno di una campagna mediatica “d’impatto” per essere esaudite o, quantomeno, ascoltate.


Fonte: Arturo Barbato su www.spindoc.it